Il basket femminile è cambiato al punto da essere quasi irriconoscibile nel corso della carriera di Amaya Valdemoro. Poche persone sono nella posizione migliore per spiegare cosa sia successo o cosa potrebbe riservare il futuro.
Nell’ultima puntata del Gameday Podcast, Valdemoro si unisce al conduttore Kike Levy per una conversazione ad ampio raggio che spazia dal suo arrivo nella WNBA nel 1998, all’ascesa di Caitlin Clark, alla straordinaria fucina di talenti del basket spagnolo e alle nuove dinamiche economiche che stanno trasformando lo sport femminile.
Per Valdemoro, il contrasto è personale. Nel 1998 è stata selezionata al 30° posto nel Draft WNBA dagli Houston Comets e ha poi vinto tre campionati consecutivi con la squadra. Ricorda di aver guadagnato circa 30.000 dollari come giocatrice della WNBA. Una giocatrice che entrasse oggi nel campionato in una posizione equivalente, sostiene, potrebbe guadagnare molte volte quella cifra.
Ma il denaro è solo una parte del cambiamento.
Guarda il podcast completo di Gameday con Amaya Valdemoro su YouTube.
Uno dei temi centrali della conversazione è l’opportunità commerciale che sta emergendo intorno allo sport femminile.
Levy parla dell’investimento di Gameday nella pallavolo femminile italiana e sostiene che lo sport femminile abbia caratteristiche che lo rendono particolarmente interessante per gli investitori. Tradizionalmente, le atlete hanno dovuto costruirsi una carriera senza i compensi economici, l’attenzione dei media e le infrastrutture commerciali disponibili nelle competizioni maschili consolidate. Ciò ha contribuito a creare rapporti insolitamente stretti tra le giocatrici e il loro pubblico.
Valdemoro intravede la stessa opportunità.
Ricorda un’epoca in cui il basket femminile in Spagna attirava poca attenzione al di fuori delle famiglie e degli amici delle giocatrici. Le opportunità commerciali erano poche e la copertura mediatica limitata. Anche quando è diventata una giocatrice professionista, le strutture, i viaggi e il supporto erano molto inferiori a quelli a disposizione degli uomini.
Oggi quel divario si sta riducendo.
La crescita della WNBA è l’esempio più evidente, ma il cambiamento più ampio si estende al basket femminile e allo sport femminile in generale. Una produzione migliore, una distribuzione più forte, le sponsorizzazioni, i social media e i rapporti diretti tra atlete e tifosi stanno cambiando il potenziale commerciale di competizioni che storicamente erano poco sviluppate.
Come afferma Valdemoro, è il prodotto stesso a fare la differenza. Un’illuminazione migliore, palazzetti più accoglienti, una presentazione più curata e maggiori investimenti nell’esperienza degli spettatori possono cambiare il modo in cui il pubblico percepisce una competizione.
Forse la migliore illustrazione di quanto sia cambiato lo sport è l’insolita storia di come Valdemoro sia arrivata in America.
È stata scoperta quasi per caso.
Una compagna di squadra americana che giocava in Europa aveva inviato delle videocassette VHS che la ritraevano a dei contatti negli Stati Uniti. Valdemoro appariva per caso in quelle riprese. Le sue prestazioni attirarono l’attenzione delle Houston Comets, che successivamente la selezionarono nel Draft WNBA del 1998.
Ascolta Valdemoro raccontare la storia sul podcast Gameday.
Il contrasto con il mondo dello sport di oggi è enorme. I momenti salienti delle partite possono ora raggiungere milioni di persone nel giro di poche ore. Gli atleti possono costruirsi un pubblico indipendentemente dai propri club, campionati o emittenti. Scout, sponsor e tifosi possono scoprire talenti praticamente ovunque.
Valdemoro identifica l’avvento di Internet come uno dei primi punti di svolta per lo sport femminile, poiché ha creato nuovi modi per gli atleti e le competizioni di raggiungere il pubblico.
I social media hanno ulteriormente accelerato questo cambiamento.
La conversazione tocca anche un cambiamento che va ben oltre il basket: i tifosi seguono sempre più spesso le singole atlete, oltre che le squadre e i campionati.
Questo è importante dal punto di vista commerciale.
Valdemoro incoraggia le giocatrici di oggi a costruirsi un proprio profilo, a raccontare le loro storie, ad accettare interviste e a sfruttare le opportunità offerte dalle piattaforme digitali. Per le atlete che in passato dipendevano quasi interamente dai media tradizionali per la propria visibilità, lo smartphone è diventato un canale di diffusione a sé stante.
Ciò è particolarmente importante per lo sport femminile. Anziché attendere che le competizioni femminili riproducano lo sviluppo commerciale dello sport maschile nel corso di diversi decenni, le atlete e i campionati possono utilizzare le nuove piattaforme per crescere in modo diverso e più rapido.
«Bisogna fare le cose in modo diverso», sostiene Levy durante la conversazione. Seguire esattamente lo stesso modello dello sport maschile consolidato significa partire con decenni di svantaggio.
Valdemoro è d’accordo. Gli strumenti per raggiungere direttamente il pubblico ora esistono.
Pochi atleti dimostrano il potenziale di quel nuovo modello meglio di Caitlin Clark.
Valdemoro descrive l’impatto di Clark sul basket femminile come straordinario, sottolineando la sua capacità di attrarre un pubblico al di là della tradizionale base di appassionati di basket. Il suo stile di gioco distintivo, i tiri dalla lunga distanza e la sua visibilità digitale hanno contribuito a trasformare singoli momenti in contenuti condivisi a livello globale.
Per Valdemoro, il significato va oltre la singola giocatrice. Clark ha avvicinato al basket femminile persone che in precedenza nutrivano scarso interesse per questo sport.
Il risultato è un circolo virtuoso: una maggiore attenzione crea un maggiore valore commerciale, che può sostenere stipendi migliori, una produzione più curata, strutture più adeguate e una competizione di livello superiore.
Guarda la discussione su Caitlin Clark e la WNBA.
Questi cambiamenti stanno iniziando a ridefinire l’economia di una carriera nel basket professionistico.
Valdemoro parla della WNBA insieme a nuove opportunità, tra cui Project B, Unrivaled e il crescente potere finanziario del basket NCAA. Le giocatrici ora hanno più possibilità di scelta su dove competere, come guadagnare e come costruire la propria identità commerciale.
Ciò crea opportunità per le atlete, ma rappresenta anche una sfida per il basket europeo.
Valdemoro ritiene che i campionati europei dovranno competere più duramente per accaparrarsi i talenti, poiché le giocatrici hanno accesso ad alternative meglio retribuite negli Stati Uniti e altrove. La soluzione, sostiene, richiede investimenti nel prodotto e una migliore comprensione di ciò che il pubblico moderno vuole vedere.
L’Europa ha talento. La sfida è trasformare quel talento in un prodotto in grado di competere per attirare l’attenzione.
La Spagna offre un interessante caso di studio.
Valdemoro attribuisce parte del successo del Paese a un sistema agonistico che espone le giocatrici a competizioni significative sin dalla tenera età. Le giocatrici spagnole imparano a dare il meglio quando le partite contano, a reagire alle sconfitte e a prendere decisioni sotto pressione.
Quella cultura agonistica continua a produrre risultati.
La conversazione verte sulla nuova generazione di talenti del basket femminile spagnolo, tra cui Awa Fam, Iyana Martín e Marta Suárez, e su cosa la loro ascesa riveli riguardo alla forza del sistema spagnolo.
Ma Valdemoro sostiene che produrre grandi giocatrici non sia più sufficiente. La Spagna deve anche migliorare nel trasformare quelle giocatrici in personalità riconoscibili e marchi commerciali.
Investimenti, rappresentanza e visibilità sono tutti fattori importanti.
A fare da filo conduttore dell’episodio è una questione più ampia: come lo sport riesca a sopravvivere alla transizione da una cultura offline a una online.
Valdemoro e Levy appartengono a una generazione che ha vissuto entrambe le realtà. Ricordano lo sport prima degli smartphone, dei social media e dei momenti salienti in tempo reale, ma ora lavorano in un settore in cui queste tecnologie determinano il modo in cui il pubblico più giovane scopre gli atleti e le competizioni.
La sfida è adattarsi senza perdere ciò che ha reso lo sport prezioso in primo luogo.
Ciò potrebbe significare formati più brevi, una produzione diversa, commenti più accessibili, una narrazione più incisiva delle storie degli atleti e contenuti progettati per le piattaforme che il pubblico utilizza effettivamente.
Per Gameday, ciò fa anche parte di una tesi più ampia sul futuro dei media sportivi: l’eccellenza sportiva rimane fondamentale, ma il modo in cui tale eccellenza raggiunge il pubblico sta cambiando rapidamente.
L’opportunità nello sport femminile deriva in parte dal fatto che gran parte di questa infrastruttura si sta costruendo proprio ora.
Valdemoro ha vissuto in prima persona il vecchio modello. Ha anche contribuito a cambiarlo. La sua conversazione con Kike Levy offre una visione affascinante di quanto lontano sia arrivato il basket femminile e del perché la sua più grande trasformazione commerciale potrebbe essere ancora davanti a noi.
Guarda la puntata completa dedicata ad Amaya Valdemoro del Gameday Podcast.
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