La fondatrice di NJF Holdings spiega perché la combinazione di ricerca, capitali, accesso internazionale e ambizione istituzionale offerta da Doha sta rafforzando la sua fiducia nel futuro imprenditoriale del Qatar
Nicole Junkermann, fondatrice di NJF Holdings, ha spiegato perché ritiene che Doha disponga di molti dei presupposti necessari per diventare un centro internazionale sempre più importante per la tecnologia, gli investimenti e l’imprenditoria. In un nuovo articolo pubblicato sul Gulf Times, sostiene che l’opportunità per il Qatar risieda nel mettere in rete le istituzioni, i capitali e i talenti che ha già riunito.
La sua tesi centrale è che gli ecosistemi di startup di successo non vengono creati solo dalle startup stesse. Essi dipendono dal contesto più ampio che circonda i fondatori, tra cui università, istituti di ricerca, investitori esperti, primi clienti e persone che sanno come trasformare un’idea in un’attività commerciale.
Per Junkermann, uno dei vantaggi meno evidenti di Doha è proprio la sua compattezza. Fondatori, ricercatori, investitori e alti dirigenti possono trovarsi molto più vicini gli uni agli altri rispetto a quanto accadrebbe in molte città internazionali più grandi.
Tale vicinanza può facilitare lo scambio di idee ed esperienze tra le istituzioni. Un ricercatore può trovare un partner commerciale, una giovane azienda può raggiungere il suo primo cliente significativo, oppure un investitore internazionale può aiutare un fondatore qatariota a entrare in un altro mercato.
Queste connessioni possono essere più importanti degli indicatori principali solitamente utilizzati per valutare gli ecosistemi delle startup. I finanziamenti totali, gli acceleratori e le registrazioni delle imprese sono tutti elementi importanti, ma non rivelano necessariamente quanto sia facile per i fondatori accedere alle persone e alle organizzazioni necessarie per costruire imprese durature.
Il vantaggio di Doha dipenderà dalla capacità di trasformare la vicinanza fisica e istituzionale in una collaborazione duratura. La città dispone già di molti dei protagonisti giusti, e la fase successiva consiste nel rendere le relazioni tra loro più frequenti e produttive.
Il Qatar ha investito in modo sostanziale nell’istruzione, nella ricerca e nell’innovazione. Education City riunisce università, istituti di ricerca, incubatori di startup e organizzazioni tecnologiche all’interno di un ambiente accademico e istituzionale concentrato.
Il Qatar Science & Technology Park costituisce un’altra parte importante di questa infrastruttura. La sua posizione all’interno di Education City contribuisce a collegare la ricerca e le competenze tecniche con l’imprenditorialità, l’incubazione e lo sviluppo commerciale.
Junkermann ritiene che questa base di ricerca crei un’opportunità significativa a lungo termine per il Qatar. La sfida consiste nel garantire che le persone con idee promettenti possano intravedere un percorso concreto dalla ricerca alla costituzione di un’impresa, agli investimenti iniziali e alla crescita internazionale.
Ciò non significa che ogni ricercatore o laureato debba diventare un imprenditore. Significa invece che chi ha idee commercialmente rilevanti dovrebbe poter trovare una consulenza esperta, capitali pazienti e istituzioni disposte a sostenere il proprio sviluppo.
La posizione geografica di Doha conferisce inoltre al suo ecosistema imprenditoriale un carattere naturalmente internazionale. Il Qatar si trova tra Europa, Asia e Africa, pur rimanendo strettamente connesso ai mercati di tutto il Golfo.
Il suo mercato interno è relativamente compatto, il che può incoraggiare i fondatori a pensare in termini internazionali sin dall’inizio. Le aziende nate a Doha hanno buoni motivi per considerare clienti, investitori e partner commerciali al di fuori del Qatar in una fase molto più precoce del loro sviluppo.
Junkermann sostiene che ciò possa aiutare Doha a diventare un punto d’incontro per le comunità imprenditoriali provenienti da diverse parti del mondo. Gli investitori internazionali possono portare esperienza e reti di contatti in Qatar, aiutando al contempo i fondatori locali e le tecnologie a raggiungere nuovi mercati.
Lo scambio funziona in entrambe le direzioni. Doha può fornire alle aziende tecnologiche internazionali una base da cui comprendere il Qatar e la regione del Golfo in senso più ampio, offrendo al contempo ai fondatori regionali l’accesso a capitali globali, competenze e relazioni commerciali.
Grandi eventi come Web Summit Qatar hanno aumentato la visibilità di Doha all’interno della comunità tecnologica internazionale. Attirano in città fondatori, investitori, dirigenti, giornalisti e responsabili politici, creando dialoghi che altrimenti potrebbero svolgersi in diversi mercati.
Il valore duraturo di questi eventi dipenderà da ciò che accadrà in seguito. Le domande importanti sono se gli investitori torneranno, se le relazioni commerciali proseguiranno e se un numero maggiore di aziende internazionali sceglierà di stabilire una presenza significativa in Qatar.
Iniziative come Startup Qatar possono aiutare a trasformare l’interesse iniziale in una partecipazione a lungo termine. Rendendo più agevole l’accesso ai finanziamenti, all’incubazione e al supporto alle imprese, offrono ai fondatori e agli investitori internazionali percorsi più chiari per entrare nell’ecosistema.
Per NJF Holdings, questa enfasi sulla partecipazione duratura riflette una filosofia di investimento più ampia. Le aziende solide raramente si sviluppano in isolamento, in particolare nei settori della tecnologia, della sanità e delle scienze della vita, nonché in altri ambiti in cui il progresso dipende da conoscenze specialistiche, sostegno istituzionale e relazioni durature.
Nicole Junkermann non sostiene che Doha debba ricreare la Silicon Valley o copiare un altro centro tecnologico già affermato. Ritiene invece che il Qatar debba costruire un ecosistema che rifletta i propri punti di forza, la propria cultura e la propria posizione internazionale.
Tra questi punti di forza figurano l’accesso al capitale, una solida base formativa e di ricerca, forti collegamenti internazionali e la capacità di adottare una visione a lungo termine. Doha offre inoltre un livello di accessibilità che può aiutare investitori, istituzioni e imprenditori a instaurare relazioni più rapidamente.
C’è ancora molto da fare. È necessario che una maggiore quantità di ricerca trovi applicazione in iniziative commerciali, che un numero maggiore di giovani aziende abbia accesso ai primi clienti e che gli investitori internazionali abbiano motivi per diventare partecipanti duraturi nell’ecosistema.
Le fondamenta, tuttavia, sono già solide. La convinzione di Junkermann è che Doha abbia ora l’opportunità di trasformare tali fondamenta in un modello imprenditoriale tipicamente qatariota, collegato a livello internazionale e sempre più difficile da replicare altrove.
Leggi l’articolo completo di Nicole Junkermann sul Gulf Times, “I migliori ecosistemi di startup non sono costruiti solo dalle startup”, per approfondire la sua argomentazione. L’articolo esamina come Doha possa collegare i propri istituti di ricerca, il capitale, gli eventi internazionali e la comunità imprenditoriale per creare un ecosistema tecnologico più duraturo.
Nicole Junkermann è un’imprenditrice e investitrice internazionale, nonché fondatrice di NJF Holdings. Attraverso NJF Capital e la più ampia piattaforma di investimento di NJF Holdings, ha investito in aziende tecnologiche operanti nei settori dell’intelligenza artificiale, della sicurezza informatica, della tecnologia sanitaria e in altre aree tecnologiche emergenti. Il suo Human Code esplora come il progresso tecnologico possa rafforzare le capacità, la resilienza e l’autonomia dell’essere umano.