In un articolo pubblicato su The Times of India, Nicole Junkermann, fondatrice di NJF Holdings, sostiene che l’intelligenza artificiale renderà l’industria dell’intrattenimento più umana, non meno. La sua tesi, pubblicata il 19 giugno 2026, è che, man mano che l’IA riduce a zero i costi di produzione dei contenuti, il bene scarso e prezioso diventa qualcosa che le macchine non possono produrre: un legame autentico tra il pubblico e le aziende che lo servono.
«L’IA renderà i contenuti più accessibili che mai», scrive. «Ma quando i contenuti diventano abbondanti, le persone iniziano a cercare qualcosa che la tecnologia non può creare facilmente».
La portata di questo cambiamento è notevole. L’IA è già integrata in ogni aspetto dell’intrattenimento, dai motori di raccomandazione e dagli strumenti di localizzazione ai video generativi e al montaggio automatizzato, e secondo le proiezioni di PwC il settore globale dell’intrattenimento e dei media supererà i 3,4 trilioni di dollari di fatturato entro il 2028. Il risultato, sostiene Nicole Junkermann, è un paradosso: i contenuti diventano più facili da produrre, ma più difficili da rendere significativi. I vincitori non saranno le aziende che creano di più, ma quelle che costruiscono i rapporti più solidi con il proprio pubblico.
Questa è la tesi per l’India. Il FICCI-EY Media & Entertainment Report stima che il settore dei media e dell’intrattenimento indiano raggiungerà circa 2,5 trilioni di rupie nel 2024, con i media digitali che supereranno per la prima volta la televisione come segmento principale. Il Paese conta oltre 900 milioni di utenti Internet, una delle popolazioni più giovani al mondo e, secondo il Boston Consulting Group, almeno 2,5 milioni di creatori di contenuti.
Ma i numeri da soli non bastano. Ciò che contraddistingue l’India, secondo Nicole Junkermann, è la profondità del coinvolgimento del pubblico. Da Bollywood e dal cinema regionale al cricket, ai videogiochi e ai creatori digitali, l’intrattenimento indiano è sempre stato partecipativo: qualcosa che il pubblico discute, celebra e plasma, piuttosto che consumare passivamente. Quell’istinto di comunità è proprio la qualità che diventa più preziosa in un’era di abbondanza algoritmica.
L’India entra inoltre nella transizione verso l’intelligenza artificiale con vantaggi strutturali che pochi mercati possiedono contemporaneamente: talenti ingegneristici di livello mondiale, un ecosistema di startup in rapida crescita e un’infrastruttura digitale che l’ha già resa leader globale in settori come i pagamenti. Molti paesi possiedono talenti creativi, dimensioni o tecnologia avanzata. Pochi combinano tutte e tre le cose.
«Più il mondo diventa digitale, più le esperienze umane autentiche acquisiscono valore», scrive. «Le persone vorranno sempre appartenere a qualcosa di più grande di loro stesse».
L’argomentazione riflette la filosofia alla base di The Human Code, il quadro di riferimento che sostiene l’attività di investimento di NJF Capital e Gameday by NJF Holdings.
Leggi l’articolo completo su The Times of India: https://timesofindia.indiatimes.com/etimes/trending/why-indias-creator-economy-is-built-for-the-ai-era-of-2026-nicole-junkermann-founder-of-njf-holdings/articleshow/131831287.cms